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ASSOCIAZIONE FESTIVAL ITALIANI DI CINEMA

Ddl 2287: la posizione AFIC

Su richiesta del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, dopo l’incontro avvenuto con il Ministro Dario Franceschini il 5 aprile 2016, l’Associazione Festival Italiani di Cinema ha elaborato una serie di riflessioni e commenti sul Ddl 2287 (qui tutte le informazioni sul sito del Senato) che pubblichiamo qui di seguito. In allegato invece il documento completo con gli emendamenti proposti dall’Afic.

Proposte per il ddl 2287

L’Afic ritiene che il disegno di legge 2287, attualmente in discussione al Senato, possa venire incontro all’esigenza, da tempo e da più parti avvertita, di varare una nuova legge di sistema del cinema e dell’audiovisivo in Italia, che sia in grado di sostenere e rilanciare un settore strategico per la politica culturale del paese. Auspichiamo che il ddl possa recepire le istanze e i suggerimenti delle associazioni di categoria, delle competenze e delle professionalità più rappresentative del cinema italiano e che dia impulso a una nuova concezione del ruolo pubblico a favore delle attività cinematografiche. Il nuovo quadro normativo deve accompagnarsi a una ridefinizione del concetto di opera cinematografica e di opera audiovisiva, in particolare alla luce dello sviluppo tecnologico e della diffusione della multimedialità. Occorre inoltre riformulare le specifiche articolazioni narrative dell’opera filmica, adeguando i limiti di durata ai vigenti standard internazionali. La nuova legge potrà garantire autonomia, efficacia e trasparenza alle politiche per il cinema e l’audiovisivo se ad essa verranno affiancate adeguate politiche di bilancio e di incentivo fiscale, a partire dall’incremento del Fus-cinema e dall’estensione delle misure di tax-credit.

L’elevazione della soglia minima di dotazione del FUS a 400 milioni annui, finanziati attraverso una quota del gettito fiscale dei soggetti fornitori di contenuti, è un passo significativo per il rilancio e la valorizzazione del settore, nella prospettiva dell’attivazione di un circuito virtuoso tra produzione, distribuzione e pubblico che possa ulteriormente incrementare gli stanziamenti annui destinati all’audiovisivo. Nel quadro della riforma il tema della promozione e il ruolo dei festival cinematografici e audiovisivi deve rivestire un’importanza particolare. La chiave di volta della promozione in Italia del prodotto nazionale ed europeo sta proprio nella rete delle manifestazioni di acculturazione cinematografica (festival) che assolvono contemporaneamente a tre diverse funzioni:

  • ricerca della novità e delle trasformazioni del linguaggio audiovisivo;
  • acculturazione del pubblico (specie quello giovane) in rapporto al territorio;
  • supporto alla promozione, alla diffusione, alla distribuzione del cinema d’autore e di qualità.

Coltivare ed esaltare questa specificità italiana (per anzianità della formula, per eccellenza internazionale, per rapporto coi territori) significa fornire una spina dorsale formidabile al sistema della promozione. Dal grande al piccolo, dal locale al globale, il festival è un’occasione irripetibile e preziosa perché nasce dai mille campanili dell’Italia e ne attiva le specificità e le potenzialità. L’Afic prende atto con favore dell’inserimento del sostegno ai festival tra le funzioni del Ministero dei Beni e delle attività culturali (art. 25, comma 1). Ritiene tuttavia che il ruolo dei festival debba essere ulteriormente valorizzato nel testo di legge, specificando il ruolo peculiare del sistema festivaliero quale sfera nevralgica delle filiera del cinema, sede di ricerca e innovazione dei linguaggi audiovisivi, luogo di formazione del pubblico e di integrazione tra autori, produttori, distributori e spettatori, nonché piattaforma di distribuzione complementare e alternativa alle sale. Si propone inoltre che al fine di incentivare i contributi dei privati, le norme sul tax credit contenute nell’articolo 18 del ddl siano estese anche ai contributi delle imprese per la realizzazione dei festival cinematografici.

L’Afic ritiene che il sistema dei contributi automatici per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche e audiovisive sia un elemento innovativo nelle politiche pubbliche di sostegno al cinema che può garantire stabilità e potenzialità di crescita all’intero settore. L’Afic è convinta d’altra parte che il ruolo pubblico nella promozione e sostegno alle cosiddette opere "difficili" (cortometraggi, documentari, opere prime e seconde, film sperimentali) non debba essere ridotto ma anzi rafforzato, al fine di orientare l’intervento statale alla tutela della qualità artistica e della valenza culturale del cinema e alla promozione dei nuovi talenti. Pertanto si propone di elevare la percentuale dei finanziamenti destinati ai contributi selettivi dal 15% al 25% del totale (art. 11, comma 11). Si propone inoltre di inserire anche le tipologie produttive dei cortometraggi, dei documentari, del cinema sperimentale e di ricerca e delle serie web tra le opere audiovisive che potranno essere oggetto dei contributi selettivi (art. 24).
Nell’ambito della più ampia finalità di promozione della cultura cinematografica, è opportuno che il nuovo quadro normativo, che sarà completato dai decreti attuativi, contenga una specifica sezione sui festival e abbia tra i suoi obiettivi principali il monitoraggio, la valutazione e il sostegno ai festival, attraverso criteri che premino la storicità, la qualità del progetto artistico, le capacità gestionali e amministrative dei soggetti organizzatori e le ricadute sociali ed economiche sui territori di svolgimento delle manifestazioni.

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