ASSOCIAZIONE FESTIVAL ITALIANI DI CINEMA

Intervista a Nicoletta Romeo e Fabrizio Grosoli | Trieste Film Festival

A colloquio con...

Nicoletta Romeo & Fabrizio Grosoli 

direttori del Trieste Film Festival

1. La 28° edizione del Trieste Film Festival si è appena conclusa. Bilancio…

NR 250 ospiti, 120 film, sale sempre piene, eventi speciali e collaterali in crescita, 3 masterclass, 6 mostre, ospiti nazionali e internazionali di grande prestigio… Come non essere felici? Chiaramente i risultati sono tangibili perché sono la conseguenza di mesi di lavoro, di una squadra affiatata, di numerose partnership internazionali che portano al rafforzamento del nostro network di collaborazioni prestigiose e alla creazione di nuove sinergie. C’è ancora tanto da fare ma non possiamo trattenere un pochino di orgoglio verso la nostra “creatura” che è cresciuta davanti ai nostri occhi.

FG Credo l’edizione di maggior successo da quando condivido la direzione artistica del Festival. Sale affollate, apprezzamento generale del programma, notevole copertura da parte dei media, presenze importanti e qualificate, da Manskij e Puiu fino a Bellocchio e Bellucci.

2. Qual è stata la sfida più grande di questa edizione e quale la soddisfazione maggiore?

NR Un festival deve affrontare molte sfide, soprattutto prima delle date dell’evento, quando bisogna convincere i distributori a darci fiducia, gli enti a finanziarci, quando bisogna costruire un programma credibile, di alto livello e di scoperte ma che allo stesso tempo raggiunga un pubblico sempre più vasto. Alla fine le maggiori soddisfazioni provengono soprattutto dagli spettatori, che ci seguono fedelmente da anni. Un pubblico esigente, capace di raccogliere le nostre sfide e che non è mai passivo di fronte alle nostre proposte, anche quelle più ardite.

FG Riempire ancora una volta la Sala Tripcovich (1.000 posti), sede dei Concorsi, degli Eventi speciali e delle Anteprime principali, ed esserci riusciti in diverse occasioni.

3. Raccontateci della vostra esperienza di direzione “condivisa”. Come vi dividete i compiti?

NR Condividere competenze e saperi è per noi una condizione necessaria per prendere decisioni comuni, costruire un programma che nel tempo sta diventando sempre più articolato e ha richiesto il rinnovo di un comitato scientifico ‘locale’ e internazionale che collabora attivamente suggerendo titoli, tendenze, novità. Con Fabrizio guardiamo i film assieme, ne discutiamo, ci dividiamo i festival a cui partecipare e soprattutto cerchiamo di trovare una visione condivisa del programma del festival, che alla fine rispecchi i gusti e le passioni di entrambi.

FG Tutti e due vediamo tutto, o almeno proviamo a farlo. Personalmente – vista la mia “vocazione” in questo senso – mi occupo più da vicino del Concorso Documentari e frequento molti festival e mercati specializzati.

4. Il festival che amate di più (TSFF a parte!) e quello che, chissà, un giorno vi piacerebbe dirigere…

NR Credo profondamente nel nostro festival, nella sua missione e nella sua identità. Come ha dichiarato Marco Bellocchio, ospite d’onore al nostro festival a gennaio: "Ho visto nel vostro festival qualcosa di vivo che mi auguro possa continuare a difendere la propria identità, perché ha proprio un'identità sua precisa, il che non è poco in mezzo a tanti festival che non si sa bene cosa siano, quindi vi auguro che camminiate avanti e che le istituzioni vi possano aiutare in questo senso." Detto questo, credo che per il nostro lavoro di ricerca e networking il festival di Cannes sia un appuntamento imprescindibile.

FG Berlino è il festival dove si lavora meglio, peccato che venga subito dopo Trieste. Karlovy Vary è imprescindibile per noi, per la sua collocazione strategica e perchè coniuga qualità di selezione con atmosfera conviviale.

5. A livello istituzionale, quale provvedimento secondo voi potrebbe migliorare il “sistema festival”?

NR Sarebbe un nostro grande desiderio poter avere un rapporto più complice con le istituzioni, che a parer nostro dovrebbero porsi maggiormente come soggetto interlocutore tra il nostro festival e le istituzioni europee e i media. Sul ‘sistema festival’ sottolineo ancora una volta ciò che ha detto Bellocchio a Trieste: purtroppo in Italia c’è stato un proliferare di festival e rassegne, che hanno penalizzato le proposte culturali di valore e con un’identità specifica (come la nostra manifestazione) già esistenti sul territorio. Andrebbe messo un po’ d’ordine a mio avviso tra le tante offerte, per stabilire nuove priorità nei finanziamenti.

FG Senz'altro un nuovo meccanismo nell'erogazione dei finanziamenti ai festival da parte del MiBACT. Un meccanismo selettivo e attento alle identità dei festival “storici”. In questo momento ci sentiamo penalizzati. Speriamo nei regolamenti della nuova legge.

6. Cosa ne pensate del progetto #stageinrete lanciato dall’Afic? Come coordinate l’attività degli stagisti al Trieste Film Festival?

NR Penso che sia un progetto che aiuterà la rete dei festival a funzionare meglio con l’aiuto di forze giovani da formare. Il TSFF ha in tal senso un accordo già da alcuni anni con il Dipartimento di Italiano dell’Università di Bristol, e ogni anno possiamo contare su alcuni studenti inglesi che si uniscono al nostro staff nei mesi di preparazione al festival.

FG Abbiamo una forte tradizione a livello locale e molte presenze appassionate. Il progetto potrà integrarsi positivamente alle nostre iniziative in questo ambito.

7. Una domanda che nessuno vi ha mai fatto e a cui avreste sempre voluto rispondere.

NR Ha ancora senso oggi dedicare un focus all’Europa dell’Est? Sì, oggi più che mai: dall’Europa centro orientale abbiamo il privilegio di vedere ogni anno film straordinari, di autori talentuosi che finalmente cominciano a essere meno sconosciuti in Italia anche grazie al nostro lavoro di divulgazione di una cultura cinematografica di qualità. Il TSFF è una finestra sulla Nuova Europa, e attraverso le eccellenze del cinema proveniente da questa vasta area ne raccontiamo i cambiamenti, i disagi, le provocazioni e i sogni.

FG Il programma del festival rappresenta la vostra selezione ideale ? In gran parte sì, grazie a tanto lavoro e alla storia del Festival, alla sua forte identità. Chiediamo solo “ancora uno sforzo” ad alcuni distributori italiani perchè si rendano conto che Trieste è il posto giusto in cui “lanciare” i loro film.

intervista a cura di Francesco Bonerba


Nicoletta Romeo | Dal 1999 al 2006 coordina la programmazione della Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Dal 2000 al 2007 collabora come consulente artistico con il Festival Cinematografico Internazionale di Salonicco, Grecia, e con il Festival des 4 Ecrans di Parigi. Dal 1996 collabora con il Trieste Film Festival come responsabile della programmazione e nel 2016 ne diventa co-direttrice assieme a Fabrizio Grosoli (già direttore assieme ad Annamaria Percavassi). Nel 2012 fonda con altri due soci la società di produzione Mansarda Production, con cui co-produce nel 2012 il lungometraggio di finzione “I Kóri” (La figlia) di Thanos Anastopoulos (premiere internazionale: Berlino; tra gli altri festival: Toronto, Melbourne, e molti altri ancora). Nel 2016 produce il documentario “L’ultima spiaggia” di Thanos Anastopoulos e Davide Del Degan, una co-produzione internazionale tra Italia, Grecia e Francia, presentata in anteprima mondiale al 69. Festival di Cannes nella Selezione Ufficiale-Proiezioni Speciali.

Fabrizio GrosoliCritico e giornalista, produttore e distributore. Redattore del mensile Ciak (1985-1990). Collaboratore delle riviste CINEMA E CINEMA e CINEFORUM. Autore di saggi sul cinema italiano, sul documentario, sul cortometraggio, e tra l’altro di una monografia su Werner Herzog (Il Castoro, 1981-2000). Curatore di numerose pubblicazioni sul cinema francese, tedesco, americano, italiano. Ha fatto parte del comitato di selezione della Mostra di Venezia e del Festival di Roma. Ha diretto il Bellaria Film Festival.  Nel 2010 ha creato e diretto il 1° Festival del Cinema documentario on-line VIAEMILIADOCFEST. Dal 2014 è Strategic Consultant per BIOGRAFILM FESTIVAL e la società di distribuzione I WONDER PICTURES di Bologna. Attuale direttore artistico di VISIONI DAL MONDO – IMMAGINI DALLA REALTA’ di Milano. Co-direttore del Trieste Film Festival dal 2013, con cui collaborava già dal 2005 come curatore della sezione dedicata ai documentari.

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