ASSOCIAZIONE FESTIVAL ITALIANI DI CINEMA

Intervista a Gaia Furrer | Giornate degli Autori

A colloquio con...

Gaia Furrer

responsabile Ufficio Cinema e programmer Giornate degli Autori – Venice Days

1. Come e quando è nata la tua passione per il cinema e film?

Verso i 7 anni quando vidi un film in VHS che si intitolava Il pirata. Era un musical su di un artista girovago che si finge un pirata per conquistare l’amore di una ragazza (solo molti anni dopo scoprii che era di Minnelli!). Lo guardavo una volta alla settimana, sapevo a memoria tutte le battute, ne ero completamente rapita. Sempre in quegli anni mia madre mi portò a vedere E.T. in un cinema romano. E ricordo ancora adesso l’emozione. Più avanti, al liceo, ebbi la fortuna di avere un ottimo professore di Italiano e grande cinefilo che mi fece innamorare di Rossellini e di Resnais. E lì la passione si consolidò.

2. Che ricordi hai del tuo primo anno alle Giornate degli Autori?

Tanti! Il più divertente (a ricordarlo adesso, non certo a viverlo in quel momento): i sottotitoli elettronici che s’interrompono nel bel mezzo della proiezione (in sala grande!) del film di apertura delle Giornate. Era un film fiammingo, quindi erano davvero pochi quelli in grado di seguirlo… Si era surriscaldato il proiettore e io salendo in cabina trovai i due “sottotitolatori” che cercavano di raffreddarlo con dei mini-ventilatori ! Lì per lì fu il panico (i fischi del pubblico non aiutavano), ma poi ridemmo molto.

3. Cosa è cambiato nel tuo approccio a questo incarico da quando hai iniziato a occupartene e cosa, invece, è rimasto identico?

Quando ho iniziato a lavorare alle Giornate non avevo nessun ruolo nel processo di selezione dei film. Poteva capitare che Giorgio Gosetti mi facesse vedere qualcosa perché era interessato alla mia opinione ma erano eventi isolati. Nel corso degli anni, invece, mi sono dedicata sempre di più al processo di ricerca e pre-selezione dei film tanto che adesso sono senz’altro le fasi che mi occupano più tempo ed energia. È rimasto identico il modello di foglio excel in cui inserisco i dati tecnici di tutti i film.

4. La più grande soddisfazione conseguita al Lido degli ultimi tempi.

La più grande soddisfazione è in fondo la più semplice: quella di vedere il pubblico che applaude con gioia e convinzione alla fine della proiezione. L’anno scorso siamo stati fortunati perché il pubblico ci ha regalato quest’emozione sin dalla prima proiezione (con il film di apertura, The War Show).

5. Una piccola confessione: il film che avresti voluto a tutti i costi in selezione ma non sei riuscita ad “acchiappare”.

Onestamente sono tanti. Per facilitarmi con la memoria ne dico uno dell’anno scorso e italiano. Ero abbastanza convinta di poter “acchiappare” Liberami di Federica Di Giacomo e invece poi non è andata così.

6. Hai davanti a te un ragazzo del progetto #stageinrete. Spiegagli in un minuto di tempo di cosa si occupa il responsabile dell’ufficio cinema di un festival!

Il responsabile dell’ufficio cinema coordina il lavoro di preselezione dei film (ricezione e archivio delle copie, smistamento dei titoli ai vari visionatori e consulenti), manda le lettere d’invito ufficiali ai produttori/distributori dei film selezionati, aiuta il direttore artistico a elaborare la programmazione e il palinsesto, gestisce i materiali necessari a garantire la proiezione dei film (dal movimento copie ai sottotitoli elettronici) e lavora in squadra con i colleghi dell’ospitalità, della comunicazione e dell’ufficio stampa. Una volta al Festival, è il principale punto di riferimento per i produttori e gli autori dei film e si occupa di garantire il corretto svolgimento delle proiezioni.

7. Quale consiglio daresti a un ragazzo che vuole iniziare a lavorare in un festival di cinema?

Innanzitutto gli consiglierei di frequentare i festival da spettatore così da osservarne bene i meccanismi. Se poi si ha la possibilità di frequentarne più di uno, magari anche internazionale, meglio ancora. E poi gli consiglierei di andare a bottega! Lavorare a un festival è un lavoro che s’impara facendolo. Non è un caso che molte delle persone che ci lavorano (me compresa) abbia iniziato facendo uno stage. Infine gli consiglierei di avere il coraggio di portare la forza della propria giovinezza. I festival sono tanti e diversi ma la struttura di un festival è pressoché identica. Credo che ci sia davvero bisogno di rinnovarsi e aprirsi a nuove idee e proposte.

intervista a cura di Francesco Bonerba


Gaia Furrer | Nata in Toscana nel 1975 si è laureata in Storia e critica del Cinema all’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi sul cinema di John Cassavetes. Dal 2001 al 2004 ha collaborato con Italia Cinema (attuale FilmItalia) curando alcuni progetti nazionali e internazionali. È stata responsabile della segreteria artistica, delle edizioni e della programmazione del Viareggio Film Festival-Europa Cinema & Tv 2001, del Monte Carlo Film Festival de la Comédie (2002-2004), del 51° Premio Saint-Vincent per il Cinema – Grolle d’oro. Dal 2004 è responsabile dell’ufficio cinema e programmer delle Giornate degli Autori - Venice Days e del Noir in Festival.

 

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