ASSOCIAZIONE FESTIVAL ITALIANI DI CINEMA

Intervista a Vittoria Rusalen | Trieste Film Festival, Trieste Science+Fiction e ShorTS

A colloquio con...

Vittoria Rusalen

uffico ospitalità del Trieste Film Festival, Trieste Science+Fiction e ShorTS

1. Ciao Vittoria! Oggi lavori assiduamente con tre festival ma hai iniziato il tuo percorso nel 2010 con uno stage presso l’allora Maremetraggio (poi diventato ShorTS). Raccontaci l’inizio della tua avventura.

È iniziato tutto con 300 ore di stage obbligatorio da svolgere prima della laurea all’interno di un’associazione, ente o azienda a piacere. Scegliere un festival non è stato difficile: il cinema è stato il mio primo grande amore, e l’idea di poter dare un’occhiata “dietro le quinte” di un evento cinematografico mi incuriosiva moltissimo.

2. Rispetto all’idea che avevi di un festival, in cosa si è dimostrato diverso quando hai iniziato a osservarlo dall’interno?

Praticamente in tutto. Negli anni delle superiori ho frequentato alcuni festival da spettatrice, e se qualcuno avesse provato a raccontarmi quanto lavoro c’è dietro l’organizzazione di un evento cinematografico non ci avrei mai creduto. Un festival richiede mesi e mesi di impegno da parte di professionisti che fanno sì che nulla sia lasciato al caso e che tutte le parti si compongano in un’unica, enorme macchina i cui ingranaggi non devono incepparsi mai. La maggior parte degli aspetti organizzativi è sconosciuta ai più, ed è giusto che sia così, altrimenti dove finirebbe tutta la magia?

3. Quando e come hai capito che, tra tutti gli ambiti che compongono l’organizzazione di un evento, l’ospitalità faceva per te?

Da quando ho iniziato a fare questo lavoro ho ricoperto diversi ruoli all’interno dell’organizzazione di un festival: mi sono avvicinata all’ospitalità quasi per caso, non ricordo nemmeno perché. Si tratta di un settore complesso, che deve tenere conto di tanti aspetti, e gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Forse è proprio questa perenne sensazione di tensione a farmi amare così tanto questo lavoro. Ovviamente ogni dieci minuti penso “ma chi me l’ha fatto fare...”.

4. La situazione più complicata in cui ti sei trovata e la più grande soddisfazione degli ultimi tempi.

Tutte le situazioni sono potenzialmente complicate: ci sono così tante variabili da tenere sotto   controllo che basta che qualcosa vada storto per creare circostanze davvero spiacevoli.

Sarò banale, ma ricevere mail e messaggi di ringraziamento da parte degli ospiti una volta rientrati a casa rimane sempre la soddisfazione più bella.

5. Quanto il tuo lavoro cambia e quanto invece resta lo stesso a seconda del festival?

Di base il mio lavoro è sempre uguale, l’unica differenza è nei numeri: ovviamente più ospiti ci sono e più è impegnativo gestirli.

6. Hai davanti a te un ragazzo del progetto #stageinrete. Spiegagli in un minuto di tempo di cosa si occupa l’ospitalità di un festival!

In soldoni, l’ufficio ospitalità ha il compito di organizzare viaggi, pasti e pernottamenti degli ospiti di un festival. Tutto questo va dalla gestione dei rapporti con alberghi e ristoranti della città all’acquisto di biglietti e organizzazione dei transfer da e per gli aeroporti, senza dimenticare il coordinamento con la programmazione e l’ufficio stampa per la gestione degli impegni in loco (presentazioni e Q&A, interviste). Questo per quanto riguarda le delegazioni dei film presenti e le eventuali giurie, ma gli ospiti di un festival sono anche giornalisti, direttori di altri festival, studiosi di cinema... Ogni categoria ha le sue caratteristiche ed esigenze e averle ben presente è indispensabile alla buona riuscita del lavoro.

7. Cosa suggeriresti di fare e di non fare a un ragazzo o ragazza che desidera iniziare a collaborare con un festival?

Consiglierei di fare tante domande, anche se le risposte sembrano scontate, e di mettersi sempre in discussione. Io sono fortunata perché collaboro con persone molto più brave e preparate di me, che mi fanno notare quando sbaglio e mi aiutano moltissimo nel lavoro. È quindi fondamentale non isolarsi all’interno dell’organizzazione: nessuno di noi è un battitore libero ma fa parte di qualcosa che è più grande della somma delle sue parti.

intervista a cura di Francesco Bonerba


Vittoria Rusalen | Nata nel 1987 in provincia di Treviso ma triestina d’adozione, frequento l’università nel capoluogo giuliano e inizio a collaborare con i festival cinematografici della città. Da diversi anni mi occupo dell’ospitalità di ShorTS, Trieste Science+Fiction e Trieste Film Festival. Nel poco tempo libero, incredibilmente, vado al cinema.

 

Che ne pensi?