ASSOCIAZIONE FESTIVAL ITALIANI DI CINEMA

Intervista a Federica Salini | Salina Doc Fest

A colloquio con...

Federica Salini

stagista presso la VI e VII edizione del Salina Doc Fest

1. Ciao Federica! Raccontaci: perché e come mai ti sei trovata a fare uno stage presso il Salina Doc Fest e di cosa ti sei occupata durante il festival?

Ho avuto la fortuna di entrare in contatto con questa realtà per via di un progetto, curato da Giovanna Taviani, direttrice artistica del festival, presentato nelle scuole di Lipari durante l’anno 2012 e da lì mi sono offerta come stagista, attività a cui mi sono dedicata per due edizioni consecutive. Durante la prima il mio compito è stato quello di tenere aggiornato il sito internet, recensendo i film e gli eventi in programmazione. Il secondo anno, invece, mi è stata affidata l’assistenza alla vice direzione artistica.

2. Ricordi le prime sensazioni che hai provato nell’affrontare dall’interno l’organizzazione di un evento?

Certo, nitidamente. Ero tesa e eccitata in ugual misura. Soprattutto contenta, direi, di aver avuto la possibilità di vivere dall’interno un festival del cinema dal punto di vista di chi ne muove le fila e di toccare con mano quello che fino a quel momento avevo solo osservato a distanza.

3. Rispetto ad altri eventi, il Salina Doc Fest si svolge nella suggestiva cornice di un’isola. Quanto pensi che la location influisca sull’essenza di un evento e, nello specifico, su quella del SDF?

Moltissimo. L’isola non è una mera cornice, per quanto bellissima e suggestiva. A settembre, periodo in cui il festival veniva organizzato fino a qualche anno fa, l’isola non è più preda dei vacanzieri, si spopola, per così dire, e rimangono gli isolani autoctoni, che ho notato partecipare sempre numerosi ai vari eventi in programma. Salina è il festival, nel senso più intimo dell’espressione. Non sarebbe lo stesso se venisse organizzato in qualsiasi altro posto.

4. Lo scorso anno hai lavorato anche per l’ufficio accrediti delle Giornate degli Autori. Avendo esplorato due importanti festival di cinema, qual è il ruolo che senti più affine alle tue capacità e più ti piacerebbe ricoprire in futuro?

È difficile rispondere a questa domanda perché sono tutti ruoli a cui mi sento, per un verso o per un altro, vicina. Probabilmente, però, scrivere di e per quello che mi succede intorno durante un festival è stata la cosa che mi ha suscitato maggior entusiasmo.

5. L’aspetto che più ti affascina di un evento cinematografico.

Sentirsi parte attiva dell’ingranaggio, acquisire la consapevolezza che – nel tuo piccolo – contribuisci a fare in modo che “lo spettacolo vada avanti”.

6. Da un punto di vista lavorativo e umano, cosa ti hanno insegnato queste due esperienze?

Saper reggere la pressione, gestire lo stress e cercare di dare il massimo anche dopo un’intera giornata di lavoro. Per quanto riguarda la mia esperienza, nessun posto come Salina prima e Venezia poi mi hanno insegnato tanto sotto questo punto di vista. Il versante umano, che dire, si commenta da sé… è un pullulare di professionisti e giovani a cui sei accomunata dalla stessa passione. Senz’altro stimolante.

7. Un consiglio che daresti a un ragazzo o ragazza che desidera iniziare a collaborare con un festival.

Non commettere mai l’errore di pensare che sia difficile entrare in contatto con queste realtà che, talvolta, scioccamente facciamo l’errore di pensare che siano fuori dalla nostra portata. Poi direi loro di godersela tutta perché, nonostante i ritmi accelerati e frenetici, porti a casa un gran bel bagaglio di esperienze e incontri.

intervista a cura di Francesco Bonerba


Federica Salini | Nata a Messina, ha studiato presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha partecipato per due anni al Salina Doc Fest e nel 2016 si è occupata degli accrediti per le Giornate degli Autori - Venice Days.

 

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