
AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema ha presentato oggi i risultati aggiornati della ricerca SALAFESTIVAL. L’ALTERNATIVA PER IL TERRITORIO, modulo di auto-diagnosi delle manifestazioni cinematografiche, nella nuova prospettiva del rapporto con il territorio e l’esercizio cinematografico. Lo studio è la tappa finale dell’indagine svolta nel triennio 2023-2025 insieme a Ergo research con Cinetel/CinExpert e CUC– Consulta Universitaria di Cinema, con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e della SIAE e con la collaborazione di ANICA, ANEC e ITALIAN FILM COMMISSION. La ricerca è stata illustrata stamattina presso il Palazzo dello Spettacolo, sede dell’ANEC.
In base ai dati raccolti nell’ambito dei rilevamenti CinExpert/Cinetel, nel periodo da febbraio 2025 a gennaio 2026 sono 1.8 milioni le visioni di film nell’ambito dei festival di cinema italiani con un consolidamento del contributo del pubblico nella fascia d’età 15-24 anni.
Obiettivi della ricerca SALAFESTIVAL. L’ALTERNATIVA PER IL TERRITORIO – svolta per il terzo anno consecutivo con la collaborazione di quasi 50 delle 125 manifestazioni cinematografiche associate e insieme a Michele Casula di Ergo research e a Arianna Vietina della CUC – erano guidate dalla volontà di dimostrare che:
- Le manifestazioni cinematografiche sono in grado di portare sul territorio prodotto cinematografico non accessibile se non attraverso la partecipazione all’evento: animazione, documentari, titoli internazionali, produzioni di giovani autori indipendenti italiani che altrimenti non avrebbero spazio nella distribuzione tradizionale.
- La collaborazione tra esercizio e manifestazione cinematografica porta valore (anche economico) sia alla sala che al territorio di riferimento. In questo senso, il focus svolto da Arianna Vietina indagando sul rapporto tra manifestazione e esercizio cinematografico – che ha coinvolto un campione ridotto di 7 festival: Linea d’Ombra Festival (Salerno), Visioni Corte (Gaeta), Euganea Film Festival (Padova), SiciliaQueer Film Festival (Palermo), Dieciminuti Film Festival (Ceccano), Cervino CineMountain (Val Tourneche) e MoliseCinema Film Festival (Casacalenda) – ha dato evidenza al dato riscontrato di come oltre il 30% delle manifestazioni svolgano le proprie edizioni portando il Cinema in territori in cui non è presente l’esercizio cinematografico o creando spazi appositi innovativi.
- I territori traggono utilità e rilevanza nel comparto dal ruolo che le manifestazioni cinematografiche hanno nella promozione della sala come luogo di fruizione cinematografica.
Secondo i dati raccolti nel periodo da febbraio 2025 a gennaio 2026, rispetto all’anno precedente, scende a 1,84 milioni (-13%) la stima CinExpert/Cinetel degli atti di visione su base annua riconducibili ai festival (per la sola componente dei lungometraggi), con quasi il 60% del pubbliconella fascia under35.
La ricerca SALAFESTIVAL. L’ALTERNATIVA PER IL TERRITORIO intercetta le realtà festivaliere nella fase finale di un anno pieno di incertezze. Questo non ha diminuito lo spirito collaborativo degli associati e il desiderio di condividere un’auto-diagnosi relativa ad edizioni affrontate con l’intento di non mettere in discussione il budget. Le sorprese sono arrivate in itinere, con ritardi su quote importanti del budget (e voci di fatto non coperte). La conseguenza è un primo resizing, che impatta sul numero delle persone coinvolte (soprattutto nella fase organizzativa precedente l’evento), sull’entità delle retribuzioni per i professionisti e sugli incentivi per i volontari. Cala anche il dichiarato sul numero medio di giornate di festival (1,4 giorni in meno).
Le edizioni 2025 rimangono dense quanto a contenuti proposti e crescono gli eventi, sempre più pensati come arricchimento dell’esperienza dello spettatore, in parte con attività contigue (come nel caso degli incontri fra talent e pubblico) e in parte complementari o alternative (come i momenti conviviali). E se i festival durano meno, con un volume di contenuti invariato, e in parallelo crescono le attività collaterali, non sorprende che gli «atti di visione» stimati per le singole edizioni passino da circa 11k (in media) a meno di 8k.
Questo continua ad avvenire in contesti che sono in prevalenza normali sale cinematografiche, ma in un terzo dei casi portano «il cinema oltre i cinema» prevedendo un allestimento apposito di altri spazi.
“Il sistema festival torna a presentarsi all’esterno con una ricerca dall’innegabile valore analitico”, dichiara Pedro Armocida, Presidente AFIC e Direttore della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, “indagando orgogliosamente su se stesso e sui suoi rapporti con il mercato, con il territorio e con l’esercizio cinematografico. I risultati dimostrano come la rete delle manifestazioni cinematografiche sorregga e promuova una parte importante delle visioni totali degli spettatori che costruiscono un rapporto di fidelizzazione sia con il festival che con i territori e le sale cinematografiche coinvolte. AFIC, con le sue 125 manifestazioni associate, vuole essere sempre di più il connettore di queste esperienze che, in tutta Italia e per tutto l’anno, consentono le proiezioni sul grande schermo di opere, spesso poco visibili, anche dove le sale non sono più presenti”.
Scarica la presentazione Sala Festival. L’alternativa per il territorio (e il pubblico) a cura di Ergo research
AFIC è un’associazione attiva, di cui fanno parte più di 125 manifestazioni di cinema italiane. Oltre a impegnarci per la valorizzazione dei nostri festival, ci preoccupiamo dello sviluppo dell’intero sistema cinema del nostro Paese, organizziamo iniziative di studio e approfondimento, promuoviamo la partecipazione dei giovani alla promozione culturale. Il cinema ha tanti volti, così come sono tanti i festival italiani che lo promuovono e valorizzano. Grandi, piccoli, dedicati a singoli generi o territori, al mare o fra i monti: i festival di qualità sono i benvenuti in AFIC.
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